Saab è ancora in difficoltà


Lo scorso settembre, gli attuali proprietari di Saab, annunciarono in pompa magna la ripresa della produzione della 9-3. Da lì, la strada avrebbe dovuto essere in discesa, o almeno così si aspettavano i vertici della casa. Purtroppo però, le ultime notizie provenienti dalla Svezia ci dicono il contrario: Nevs - il consorzio cinese/giapponese che ha rilevato il marchio scandinavo - è in gravi difficoltà economiche e bisogna ringraziare un tribunale svedese se ancora non ha dichiarato fallimento.

Il tribunale distrettuale di Vanersborg, infatti, ha
predisposto l'amministrazione controllataz per Saab e nominato l'avvocato Larc Eric Gustafsson come amministratore provvisorio. Nel frattempo, i vertici di Nevs dovranno trovare un modo per ristrutturare la società, visto che, attualmente, è a corto di denaro contante per pagare fornitori e bollette.

Allo scopo di tranquillizzare gli investitori che fin'ora hanno creduto nel progetto, un portavoce di Nevs ha affermato che il consorzio sino-giapponese è attualmente in trattativa con "due costruttori di vetture a livello mondiale" e che ha bisogno di più tempo "per raggiungere un accordo" con le parti interessate.

Per raccogliere denaro nel breve periodo, sembra che i vertici di Nevs abbiano deciso di cedere la piattaforma Phoenix e lo stabilimento di Trollhattan ad una società affiliata facente parte di Energy Holdings, fondo di investimento con sede ad Hong Kong a sua volta proprietario di Nevs. Successivamente, questa società affiliata cederebbe la metà del suo patrimonio così ottenuto ad uno dei due costruttori con cui Nevs sta attualmente trattando.

Ad ogni modo, nonostante questi stratagemmi, la situazione di Nevs non è delle più facili. Infatti, stando a quanto riportato dal "Wall Street Journal", nel 2013 il consorzio ha dichiarato ricavi per 5.9 milioni di dollari, nulla in confronto alla perdite, pari a circa 249 milioni di dollari. In più, a quest'ultima cifra bisogna aggiungere i circa 57 milioni di dollari che Nevs deve tutt'ora a più di 900 fornitori diversi.

Stando a quanto dichiarato da Nevs, la "stragrande maggioranza" di questi ha scelto di aspettare la fine dei negoziati per richiedere il pagamento, ma un'altra parte ha richiesto alle autorità svedesi un ordine di pagamento immediato. Per il momento, il numero uno di Nevs, Mattias Bergam, ha detto che "la società farà di tutto per pagare i propri debitori". Ne vederemo sicuramente delle belle nelle prossime settimane. Purtroppo.
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