Anche al finanziere Bonomi interessa Alfa Romeo?


E' inutile spendere ancora tante parole per descrivere tutte le potenzialità che un brand Alfa Romeo ha e potrebbe avere: basta solamente dare una piccola occhiata al suo passato, oppure accennare alla tanta ammirazione che questo marchio vanta in giro per il modo, soprattutto nei mercati dove le auto del biscione non sono esportate.

Da qui, è fin troppo facile dire che l'attuale gamma Alfa Romeo, seppur composta da vetture più che valide, non è degna di un marchio con così tanta tradizione. Lo sa bene Piech, storico capo supremo dell'impero Volkswagen, che fa di
tutto pur di non nascondere il suo interesse per la casa di Arese: ogni volta che se ne presenta l'occasione, infatti, il manager tedesco ne tesse le lodi, per poi vedersi negare ogni possibilità di acquisizione da parte di Marchionne in persona.

Tuttavia, secondo quanto riportato dal "Corriere Economia", Volkswagen non sarebbe l'unica interessata: tempo fa vi avevamo parlato di Mahindra (clicca qui per leggere l'intervista), ma ora ci sarebbe anche una possibilità italiana: stiamo parlando del finanziere Andrea Bonomi che, se Marchionne decidesse di mettere in vendita Alfa Romeo, sarebbe pronto a fare la sua offerta.

Se tutto andasse in porto, Bonomi potrebbe rilevare il marchio italiano attraverso il suo fondo di investimento (Investindustrial), e gestirlo magari in comproprietà con Fiat. Tuttavia, l'intento di Bonomi sarebbe solo in parte nobile: infatti, l'intenzione del finanziere è quella di risollevare e risanare il marchio, per poi rivenderlo o alla stessa Fiat o alla Volkswagen, con la quale Bonomi ha di certo buoni rapporti.

Infatti, pochi di voi si ricorderanno che Investindustrial è il fondo di investimento che ha rilevato Ducati nel 2006, per poi risanarla completamente e rivenderla quest'anno ad Audi ad un prezzo vicino ai 900 milioni di Euro. Questa grande cifra guadagnata, quindi, potrebbe essere rinvestita nel marchio del biscione.

Personalmente, riteniamo che ogni strada sia buona (certo, meglio restare in Italia), a patto che si faccia resuscitare al più presto la grinta di un marchio come Alfa Romeo, da ormai troppi anni nel limbo e nascosto senza rimedio dalla forte concorrenza tedesca.

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