Lotus va in Cina

Lotus Geely

Lotus va in Cina. Ormai e' questione di ore: Geely - si, la proprietaria di Volvo - e' ad un passo dall'acquisto del 51% di Lotus e del 49% di Proton (ma di quest'ultima, date le nostre latitudini, ce ne frega poco o niente). Lotus, dicevamo: nonostante sia tornata al profitto dopo oltre 20 anni di agonie e sofferenze, il costruttore inglese non sembra in grado di trovare pace. Chissa' cosa ne pensera' il signor Chapman da lassu'.


Il numero uno di Geely, Li Shufu, in un'intervista rilasciata a "Bloomberg" si e' detto entusiasta dell'operazione e che il primo obiettivo dopo l'acquisto sara' quello di introdurre tutte le ultime tecnologie disponibili sul mercato (e qui Volvo dara' una bella mano) a bordo dei modelli Proton e - soprattutto - Lotus. Cosa molto importante, Shufu non ha escluso la via dell'elettrificazione e nemmeno la possibilita' di costruire Lotus in Cina. Chissa' cosa ne pensera' il signor Chapman da lassu'.

Lotus Geely

Ad ogni modo, se Geely lavorera' con Lotus esattamente come ha fatto con Volvo, cioe' in maniera eccellente, rilanciando un brand che fino a pochi mesi prima sembrava una fredda "sussidiaria" di Ford, per la casa britannica il ritorno ai fasti di un tempo potrebbe essere questione di pochi anni. Forse il signor Chapman ha di che tranquillizzarsi da lassu'.

Geely produce attualmente la V90 in Cina, ma ha sapientemente mantenuto l'intera struttura Volvo a Goteborg, in Svezia. I cinesi potrebbero fare lo stesso con il tanto proclamato ed atteso (non dai puristi) suv di Lotus, mantenendo il quartiere generale a Norwich, nel Regno Unito. Forse il signor Chapman ha di che tranquillizzarsi da lassu'.
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