Le case automobilistiche abbandonano la Russia?


Negli scorsi anni, a seguito di una costante crescita del mercato automobilistico russo, diversi costruttori hanno deciso di investire nel Paese creando stabilimenti dove realizzare le auto che poi sarebbero state vendute in loco. Tra i costruttori che hanno creduto fortemente nell'espansione del mercato russo vi sono Renault-Nissan, BMW, Peugeot-Citroen, Opel, il gruppo Volkswagen ed alcune case cinesi. Adesso, la produzione nel grande Paese che si estende dagli Urali all'Oceano Pacifico sembra essere a rischio.

Attenzione, non pensante neanche che
l'attuale situazione politica c'entri qualcosa. Tutt'altro. Le ragioni di un possibile abbandono sono prettamente economiche. Stando all'ultimo rapporto pubblicato dal Comitato degli Industriali della Duma, il mercato automobilistico è costantemente in calo ed a maggio ha fatto registrare un meno 6% rispetto ad un anno fa. Lo stesso rapporto prevede che il calo delle vendite potrebbe fare registrare una flessione compresa tra il 26 ed il 30% entro dicembre 2014.

Di conseguenza, andando avanti di questo passo, sul mercato russo si venderanno appena 2.3 milioni di auto all'anno. Questo, avrebbe una sola conseguenza: i costruttori che hanno creduto nelle potenzialità di questo mercato sarebbero costretti a chiudere i loro stabilimenti, in quanto non incontrerebbero più alcuna convenienza economica nel produrre localmente anziché importare.

In più, entro il 2019 i dazi doganali sull'importazione di auto nuove caleranno dall'attuale 25% ad un 15%: un altro motivo in più per cui i costruttori stranieri non avrebbero più alcun motivo di restare in Russia. Ad ogni modo, nonostante queste previsioni tragiche, alcuni costruttori hanno deciso di rimanere ottimisti. Ford ha fatto recentemente sapere che nel 2015 realizzerà una nuova fabbrica di motori in join-venture con Sollers.

Un portavoce PSA ha confermato che il gruppo francese non ha piani immediati per rivedere la propria strategia in Russia, ma che la crescita può essere incoraggiata dal basso numero di auto presente oggi sulle strade di questo immenso Paese. Renault, attraverso la sua referente russa Oxana Nazarova, ha confermato di voler continuare a produrre auto localmente, anche per abbattere alla radice ogni problema relativo ai tassi di cambio rublo-euro.

Infine, Vasily Melnikov, direttore della comunicazione di BMW Russia, ha affermato che lo stabilimento della casa tedesca a Kaliningrad è ancora redditizio e conveniente per il cliente finale, anche se le prospettive per il futuro sono tutt'altro che chiare. Insomma, le case automobilistiche che hanno investito miliardi credono ancora nel mercato russo. Fondato ottimismo o impossibilità di ammettere di aver commesso un errore di valutazione?
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