Lotus Eleven "Barchetta": tra fantascienza e realtà

Lotus Eleven Barchetta

Gli amici del RIVS (www.rivs.it) ci presentano oggi uno dei modelli più affascinanti che ha partecipato all’ultima edizione di Stelle sul Liston (www.stellesulliston.it), il Concorso d’Eleganza organizzato ogni anno a Padova dal Registro: la Lotus Eleven.

Un prima occhiata e molti potrebbero pensare che la nostra protagonista di oggi, la Lotus ElevenBarchetta”, sia un’automobile ideata da Tim Burton come possibile candidata ad uno dei suoi film su Batman alla fine degli anni ’80. Ci vorrebbe solo un propulsore a razzo sul posteriore e la Lotus potrebbe ingannare chiunque. Le altre caratteristiche sono tutte più o meno presenti: grandi fari anteriori, ruote seminascoste dalla carrozzeria, grandi alettoni posteriori che, fossero stati un po’ più spigolosi e allungati, si sarebbe scambiarla appunto per un razzo da guidare dall’interno. Insomma, l’idea è quella di un’auto fantascientifica, ma la Lotus Eleven è assolutamente vera e rappresenta uno dei successi sportivi più rilevanti - e più imitati - dell’automobilismo inglese.

Fu nel 1952 che Colin Chapman decise di dare i natali alla propria casa automobilistica, che sarebbe diventata famosa per le sue realizzazioni sportive ed estreme. Nei primi
quattro anni di vita, la casa londinese produsse 10 modelli di vettura, tra cui la Mark VI, prima vettura da corsa che fu il modello ispiratrice per la Eleven. Nel gennaio 1956, grazie alla collaborazione con l’ingegner Frank Costin che progettò la carrozzeria in alluminio, uscì la macchina che nel giro di un anno avrebbe ottenuto grandi riconoscimenti di critica e numerosi successi sportivi: la Lotus Eleven, di cui esistono solamente 270 esemplari al mondo.

 Gli ultimi modelli, costruiti nel 1958, sono anche conosciuti come Lotus XIII, nonostante il nome non fosse mai stato registrato dalla casa come ufficiale, forse dovuto al fatto che questa produzione fu lanciata tra la Lotus Twelve (modello 12) e la Lotus Elite (modello 14).
La prima vettura fu soprannominata Le Mans e aveva un motore Coventry Climax da 1100 cm3 e a 4 cilindri, montato davanti a un telaio tubolare dal peso di meno di 70 kg, anche se alcuni esemplari ebbero l’onore di montare un motore Maserati. La Eleven disponeva di sospensioni posteriori De Dion e freni a disco Girling da 240 mm

Rispetto ad altre auto dell’epoca, la “Barchetta”, pesando solo 450 kg, era un veicolo molto leggero. Successivamente, la Lotus decise di mettere in produzione anche vetture con cilindrata da 1172 cm3 con freno a tamburo, e di fare una versione da Gran Turismo, che, dal punto di vista estetico, tentava di imitare la Bugatti Atlantic, con l’apertura delle portiere ad ali di gabbiano.
La Eleven Barchetta” non era stata progettata per il commercio ma per gareggiare nei diversi circuiti del mondo nella classe 1100 cm3 e, successivamente, anche nella classe 1500 cm3. In qualsiasi campo gareggiasse, la Lotus era sempre tra le più veloci e batté diversi record del mondo. 

Il più importante fu battuto nel 1956 da Stirling Moss a Monza, compiendo un giro del circuito alla velocità media di 229 km orari. Il 1956 è stato l’anno di battesimo e di grazia: queste Lotus avevano raggiunto la bellezza di 148 gare vinte, mentre nel 1957 la Eleven fu presente alla Mille Miglia e a Le Mans, vincendo la storica gara francese grazie a Jay Chamberlain e Mac Fraser.

Nella primavera del 1957, raggiunta la produzione di 150 vetture, arrivò la Lotus Eleven serie II, con sospensioni anteriori, trasmissioni più forti e design completamente rivisitato, come il doppio frontale. Anche il telaio risultò rimaneggiato e poteva essere installato un motore molto più grande.
Tra il 1956 e il 1957 la “Barchetta” ottenne fulgide  vittorie ma le altre case automobilistiche stavano iniziando a prendere delle contromisure capaci di mettere la parola fine al dominio incontrastato di quegli ultimi due anni. Per questo motivo la casa britannica decise di produrre la Lotus XVII con l’obiettivo di sbarcare in Formula 1.

Da questo momento la Eleven diventa un raro e autentico mito, tanto che nel 1982  la Westfield Sportcars, a distanza di 24 anni, decise di mettere in commercio una replica di quest’auto da leggenda con un telaio in fibra di vetro. La compagnia produsse dotò il veicolo di un propulsore di 1275 cm3 BMC A di cui furono prodotti anche modelli in scatola di montaggio e privi di motore, a cui i compratori avrebbero potuto aggiungere ed installare motori Coventry Climax o Alfa Romeo

Lotus Eleven Barchetta

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