Caso Renault: ogni segreto valeva 1'000 Euro

Sicuramente ricorderete la recente spy-story che ha colpito Renault (clicca qui per maggiori informazioni) nelle scorse settimane, spy-story che ha comportato per il costruttore francese la fuga di notizie riguardanti i numerosi progetti per le auto elettriche sui cui la casa aveva investito ingenti quantità di denaro.
Oggi, stando a quanto riportato dal noto quotidiano d'Oltralpe "Le Figaro", i presunti mandanti del curioso caso di spy-story erano pronti a pagare le loro fonti interne all'azienda fino a 50'000 Euro a segreto, somma che poi veniva depositata su conti del Lichtenstein o svizzeri mediante intermediari di Hong Kong, Shanghai e Malta.

La provenienza del mandante, quindi, è molto probabilmente la Cina, anche se poco fa alcune fonti del Governo di Pechino hanno totalmente escluso ogni ipotesi di coinvolgimento di case automobilistiche locali.
Come riportato dalla stesso giornale parigino, i beneficiari di queste informazioni ultra-segrete sulle auto elettriche potrebbero essere stati anche più d'uno, in quanto le informazioni indebitamente prelevate
hanno viaggiato anche su diversi binari in tutto il grande Paese asiatico.

Nel frattempo, Bertrand Rochette, uno dei tre manager recentemente licenziati a causa della spy-story, si è tirato fuori dalla vicenda, dicendo che Renault non ha ancora nessuna prova contro di lui e che è stato solo il capro espiatorio di un sistema molto più grande che avrebbe un giro di affari di milioni di Euro. Rochette ha quindi esposto querela all'azienda, proprio come ha deciso di fare il suo collega Michel Balthazard.
Intanto, il numero uno del gruppo Renault-Nissan ha ribadito che il costruttore francese continuerà ad investire e lavorare nello sviluppo delle auto elettriche.
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